
Ecco quello che è apparso a Lugano...manifesti con scritto quello che potete leggere qua accanto.
Un'azione di guerrilla sociale a forte impatto shocking?
Oppure qualcos'altro, visto che il
Corriere del Ticino non esclude la pista dell'imbecille di turno.
Se fosse una campagna di social guerrilla invece penso sarebbe strutturata bene, genera shock negli occhi, nelle menti e nel cuore.
Quante persone avrà fatto riflettere sulla disabilità?
Quante persone ci penseranno due volte prima di esprimere certi pensieri, dopo aver letto una cosa del genere?
Penso che da campagne come queste si possa estrapolare un altro principio del social guerrilla ossia sbattere in faccia a tutti che
"il re è nudo".
Comunque il fatto che sia fatta a Lugano e non in una grande città, e che
non sia stata rivendicata da alcuno mi fa pensare al fatto che l'imbecille di turno potrebbe averci messo lo zampino.
UPDATE ho letto questa toccante intervista , ho cambiato idea...anche se fosse un'azione di guerrilla marketing è pessima.
Giusto toccare delle corde scomode, ma c'è un limite a tutto e le parole di questa madre coraggio
mi hanno fatto cambiare idea,
Il social guerrilla deve schockare, far riflettere, ma non ferire...
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